ZAHIDA, 23 anni, Nuristan

Racconti di viaggio

15 mucche. È questo il prezzo della sua vita. Ha 12 anni Zahida, venduta in moglie a un uomo più vecchio di suo padre. Vive in Nuristan, un paese di foreste e montagne, dove si fermarono i soldati di Alessandro Magno, dove riti e religione animisti sono stati cancellati, alla fine dell’800, dall’islamizzazione.

Qui, la gente lavora nei campi. Soprattutto le donne, sulla propria terra o su quella degli altri. Un uomo si sposa per questo. Anche il marito di Zahida. Vuole una donna forte che possa lavorare senza tregua, al suo posto. Subito dopo il matrimonio obbligano la giovanissima moglie a lavorare fino allo stremo delle forze.

Del resto l’hanno pagata bene. Zahida non sa niente, né dei rapporti tra marito e moglie, né del lavoro che il marito pretende da lei. È ancora una bambina, magra, piccola, stupefatta. Non vuole andare nei campi a lavorare, si distrae, vuole giocare. Ha paura. Il marito si infuria. Ci pensa lui a farle capire come stanno le cose. La picchia e la insulta tutti i giorni. Ha una figlia, la mamma bambina. Un altro lo perde per le botte del marito.

Quando il marito muore, Zahida sospira di sollievo. Pensa che la sua vita sarà più facile. I beni del marito saranno ora suoi e potrà vivere bene. Ma non è così. I cognati si prendono tutto, pretendendo di aver fatto un prestito al fratello e di aver pagato per le 15 mucche che lei è costata. Zahida diventa proprietà dei cognati. Sta peggio di prima.

Dopo un anno la sbattono fuori di casa. Non sa dove andare, torna dai suoi. Vecchi, deboli, poverissimi. Così, è di nuovo nei campi, altrui, questa volta. È il solo sostegno della famiglia, dei genitori e della figlia di 6 anni, e deve lavorare sodo. La sua vita è durissima. Il suo padrone la tratta come una schiava, ricattandola con i pochi soldi che le dà. Anche d’inverno, quando i contadini possono riposare, non ha tregua. Spazza la neve dal tetto, lava i panni della famiglia con l’acqua gelata, sgobba tutto il giorno per loro.

Si sente già vecchia. Zahida ha bisogno di aiuto, per alzare la testa, per respirare, finalmente, dopo 11 anni, per riposare, per curare la sua fragile salute, per stare con la sua bambina, con la certezza di poterla sfamare e magari mandare a scuola, verso un destino migliore.

Lucia e Mirella, adesso, hanno cura di lei.

[Fonte: C.I.S.D.A. – 17 aprile 2019]

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