#WelcomingEurope Per un’Europa che accoglie

Addetti ai lavori

I nostri valori sono in pericolo. Chiediamo ora un’Europa che accoglie!

Non è un bel momento in Europa. I governi nazionali faticano a dare risposte convincenti al fenomeno migratorio, gli episodi di intolleranza e razzismo sono in aumento.

Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia, che ci fa sperare in un futuro migliore. Quella dei centinaia di migliaia di cittadini, studenti, volontari, associazioni e famiglie che credono nei valori della solidarietà, dell’accoglienza, dell’umanità. E che vogliono offrire un aiuto concreto.

Il problema? Per le leggi europee non possono farlo. In migliaia sono stati multati o arrestati solo per aver offerto assistenza umanitaria o, peggio, per aver adempiuto al dovere di soccorrere persone che fuggivano da guerre e persecuzioni.

Aiutare il prossimo dovrebbe essere un diritto; soccorrere è un dovere.

Per questo abbiamo deciso di unirci ad altre importanti organizzazioni e lanciare l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) #WelcomingEurope, uno strumento di democrazia diretta con cui possiamo vincolare la Commissione e il Parlamento Europeo a discutere le nostre richieste. Cosa vogliamo?

  • Fermare la criminalizzazione della solidarietà negli Stati membri
  • Sostenere i cittadini europei che vogliono garantire la sicurezza a chi fugge dalle persecuzioni
  • Garantire accesso alla giustizia a tutte le vittime di abusi e sfruttamento

UNISCITI ALLA CAMPAGNA, E FIRMA L’INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI (ICE)!

L’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) è un importante strumento di democrazia partecipativa a disposizione della società civile per chiedere alla Commissione europea di proporre o modificare un atto legislativo su questioni per le quali l’UE ha la competenza di legiferare. Per essere vincolante, un’ICE deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini europei, di almeno 7 Stati membri dell’UE. Per ciascuno dei 7 paesi è inoltre richiesto un numero minimo di firme. (Per l’Italia è pari a 54.750).

Leggi il testo integrale della proposta ICE “We are a welcoming Europe” registrata presso la Commissione Europea a dicembre 2017 e approvata il 14 febbraio 2018.

Le tappe dell’iniziativa

L’iter per la presentazione:

  • Comitato: il primo passo per l’avvio di un’ICE è la costituzione di un comitato organizzativo, denominato «comitato dei cittadini», composto da almeno 7 persone residenti in almeno 7 Stati membri diversi.
  • Registrazione: prima di poter iniziare a raccogliere le dichiarazioni di sostegno dei cittadini, il comitato deve richiedere alla Commissione la registrazione dell’iniziativa. A tale scopo occorre presentare un documento indicante il titolo, la materia e una breve descrizione dell’iniziativa, con definizione della base giuridica proposta per il provvedimento normativo.
  • Raccolta delle dichiarazioni di sostegno: una volta registrata l’iniziativa, gli organizzatori possono dare inizio alla raccolta delle dichiarazioni di sostegno, che deve concludersi entro 12 mesi. Le firme di sostegno possono essere raccolte in formato cartaceo o elettronico. Un regolamento della Commissione stabilisce norme dettagliate in merito alle specifiche tecniche dei sistemi di raccolta on-line (regolamento (UE) n. 1179/2011). In Italia, oltre ai dati personali, è necessario indicare anche il numero di documento di riconoscimento (carta di identità o passaporto).

Perché sia valida in un dato Stato membri, il numero dei firmatari in quello Stato non deve essere inferiore al numero dei deputati al Parlamento europeo eletti in tale paese moltiplicato per 750 (per l’Italia 54.750). Una volta completata la raccolta, entro 3 mesi, l’autorità nazionale competente – in Italia, il Ministero dell’interno – verifica la validità delle sottoscrizioni.

Successivamente, entro 3 mesi dalla presentazione alla Commissione:

  • La Commissione incontra gli organizzatori per consentire loro di esporre in dettaglio le tematiche sollevate dall’iniziativa
  • Gli organizzatori presentano l’ICE in un’audizione pubblica presso il Parlamento europeo
  • La Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che intende proporre a seguito dell’ICE e le sue motivazioni per agire o meno in tale senso.

Tempi dell’iniziativa:

La proposta ICE “We are a welcoming Europe. Let us help” è stata registrata presso la Commissione europea a dicembre 2017 ed è stata approvata il 14 febbraio 2018. Le sottoscrizioni utili dovranno essere raccolte entro febbraio 2019.

Chi può firmare (e come)?

Possono sostenere un’ICE tutti i cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea che hanno raggiunto la maggiore età (18 anni, ad eccezione dell’Austria, dove si può votare al compimento dei 16), in possesso di un valido documento d’identità (per l’Italia, Carta d’identità o Passaporto; non è considerata valida la patente di guida).

Tutti i dettagli sui requisiti necessari per la firma si trovano sul sito ufficiale della Commissione Europea.

PERCHÉ È IMPORTANTE?

La solidarietà non è reato!

Sai che puoi essere multato o incarcerato solo per aver offerto aiuto a persone che hanno bisogno? Distribuire cibo, offrire un passaggio, acquistare un biglietto del treno o salvare una famiglia da un annegamento è sufficiente per farti multare o incarcerare in metà degli Stati membri dell’UE. Le persone sono etichettate come “trafficanti” solo per aver offerto aiuto. Questo succede perché la legislazione europea non chiarisce la differenza tra tratta, traffico di esseri umani e aiuto umanitario. Fino a oggi, la Commissione non ha voluto rivedere la legge. Con l’ICE possiamo farglielo fare noi.

Vogliamo offrire dei corridoi sicuri e legali a chi fugge dalle persecuzioni

È disumano che chi fugge dalle persecuzioni debba rischiare la vita per raggiungere le nostre spiagge. Con i programmi di sponsorship, i cittadini europei possono aiutare chi ha bisogno ad arrivare in Europa in maniera sicura, e rendere più semplice e rapida l’integrazione all’interno delle comunità. Si tratta di uno strumento che si è già dimostrato efficace in diversi Paesi europei, ma l’UE al momento non ha previsto un budget dedicato al loro sviluppo.

Vogliamo proteggere le vittime di abusi e sfruttamento

Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell’accesso alla giustizia. Per loro è difficile difendere i propri diritti: in molti casi non denunciano perché corrono il rischio di essere arrestati, detenuti e rimpatriati a causa della condizione irregolare, perché incontrano difficoltà nel fornire delle prove e non hanno accesso effettivo all’assistenza legale. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate: vogliamo un sistema che permetta di farlo.

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