Atai ci presenta il suo “Paradiso”

Convivenza e inclusione, Pubblicazioni
Presentazione del libro di Atai Walimohammed “Ho rifiutato il paradiso per non uccidere”

di Carmen Iallorenzi

La Presentazione

Si è tenuta, lo scorso 14 settembre, nella Sala Lettura del Macro Asilo di via Nizza, la presentazione del libro “Ho rifiutato il paradiso per non uccidere di Atai Walimohammad”, evento a cura della comunità Afghana di Roma, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Itinere.

La storia

Atai durante l’incontro, ha raccontato di quando all’età di soli 14 anni è stato costretto a scappare dal suo paese, l’Afghanistan, perché minacciato di morte dopo essere stato accusato di essere una spia degli Stati Uniti. La sua colpa è stata quella di aver aperto una scuola grazie a fondi americani, consapevole che solo l’istruzione avrebbe allontanato molti ragazzini dall’indottrinamento dei talebani. Orfano di padre ucciso dai talebani, Atai fin da piccoli si è interessato di diritti umani e delle donne tanto da fondare un’associazione alla quale andranno i fondi raccolti dalla vendita del suo libro. FAWN (Free Afghan Women Now) è il nome dell’associazione, nata in memoria di un’amica della sorella, morta suicida perché destinata ad essere una sposa bambina.

L’autore

Atai oggi ha 23 anni, dopo un lungo e duro viaggio è arrivato in Italia, si è laureato in Scienze della Mediazione linguistico Culturale ed è attualmente iscritto presso la facoltà di Scienze Politiche. Lavora come mediatore culturale ed è responsabile di alcuni progetti Sprar in provincia di Pavia, ma il suo sogno rimane quello di diventare medico come suo padre. Atai ci ha raccontato che sta lavorando ad un secondo libro (edito da Feltrinelli) e ci ha mostrato in anteprima la bozza di quella che sarà la sua autobiografia. Oltre al racconto supporteranno la narrazione diverse fotografie del suo paese, dei luoghi e volti che lo compongono, compreso quello della sua amata nonna.

La storia di Atai è la storia di tanti ragazzi costretti a fuggire dalla propria terra perché costretti da situazioni di estremo pericolo. Invitiamo chiunque a leggere questo libro, a condividerlo con i ragazzi delle scuole e a diffonderlo affinché questa piccola grande storia personale possa con la sua forza farci riscoprire un’umanità molto spesso dimenticata.

IlMigrante.org – 24 settembre 2019