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Coronavirus, cento mascherine dallo Sprar/Siproimi di Monteroduni

Convivenza e inclusione
L’ospedale “F. Veneziale” di Isernia riceverà una donazione in mascherine prodotte dai rifugiati e richiedenti asilo

L’Italia e il mondo intero stanno affrontando forse la più grave crisi di salute pubblica (e non solo) dal dopoguerra ad oggi per i paesi ricchi ed industrializzati e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Ed è proprio quello che hanno pensato i beneficiari e gli operatori del progetto Sprar/Siproimi Monteroduni (IS).

Infatti martedì 10 Marzo dopo aver ricevuto direttive del Ministero della Salute e aver saputo le difficoltà nel reperire i materiali per la protezione individuale, anche per gli operatori sanitari, i richiedenti asilo e i rifugiati accolti nello Sprar/Siproimi di Monteroduni hanno voluto rendersi protagonisti di un’iniziativa degna di nota: confezionare mascherine di stoffa da donare all’ Ospedale “F. Veneziale” di Isernia.

Recuperato il materiale, divisi i compiti si sono messi subito all’ opera.

Le mascherine venerdì mattina saranno inviate al presidio ospedaliero di Isernia che nel frattempo ha allestito sette posti letto per Coronavirus.

Cassandra Picciano, responsabile del progetto, ci racconta al telefono: «i ragazzi, che hanno compreso la situazione, sono stati ben contenti di contribuire anche se solo con un piccolo gesto».

Speriamo che questo messaggio di solidarietà lanciato da chi sa cosa vuol dire vivere in un Paese dove la sanità pubblica non è garantita a tutti, faccia capire che chiedendo solo agli altri di fare qualcosa non basta, chiuderci dietro una porta o un muro non serve… L’unica cosa che può salvarci è la solidarietà.

[IlMigrante.org – 19 Marzo 2020]