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Kroton Community, accoglienza e solidarietà per i più vulnerabili

Convivenza e inclusione

In molti lo hanno detto e continuano a ripeterlo: la solidarietà è qualcosa di spontaneo, che coinvolge e si diffonde. Dal basso, in modo contagioso. Questo è quello che ci ha raccontato anche la Cooperativa sociale Kroton Community, che si occupa di accoglienza e lavoro nel sociale, e che ci ha restituito la sua testimonianza riguardo il territorio in cui opera.

La cooperativa, infatti, lavora a Crotone, un posto non facile. In Calabria, infatti, la disoccupazione giovanile è al 52,7%, la sanità è commissariata e spesso si va avanti grazie a lavori in nero o sottopagati. In questo contesto, Crotone rappresenta una città particolare, dove però esiste una rete di associazioni che supporta la popolazione.

Kroton Community, infatti, esiste dal 2010 e ha diversi progetti attivi in questo momento.

«Eravamo un gruppo di amiche, ci eravamo appena laureate e dovevamo decidere cosa fare e dove lavorare», ci spiega Lidia Bauckneht, presidente della cooperativa, «e così abbiamo iniziato l’avventura».

Il primo grande progetto – che è vivo e fondamentale tuttora – è quello del Camper della Speranza: un camper che ogni giorno si muove per le strade della città distribuendo un pasto a chi non ha una casa. Adesso, il camper della speranza è gestito da un’associazione apposita, “I volontari di strada”, sempre collegata alla cooperativa.

Quando il progetto parte, a vivere in strada sono soprattutto migranti ma «adesso ci sono anche tanti crotonesi che ne hanno bisogno, anche se i numeri sono calati: all’inizio siamo arrivati a distribuire 280 pasti al giorno, adesso si parla di una cinquantina circa».

Quello del camper è un lavoro fondamentale, che sostiene la popolazione laddove non arrivano le istituzioni e che allo stesso tempo permette alla cooperativa di avvicinarsi al tema dell’immigrazione: «Per noi è stato un modo per monitorare la situazione sul territorio e per comprendere che dovevamo occuparci anche di immigrazione, dal momento che molta della gente che viveva per strada era composta da immigrati».

Oggi, infatti, Kroton Community fa parte della rete di associazioni (Cooperativa Baobab, Cooperativa Agorà Kroton e Prociv) che gestisce il progetto Sprar (oggi Siproimi) per conto del Comune e della Provincia.

«I nostri ospiti – che al momento sono 16 – sono per noi una parte attiva anche dei nostri progetti: li coinvolgiamo nei nostri lavori, ad esempio sono attivi nella distribuzione dei pasti, perché crediamo sia importante stabilire con loro una relazione, un legame», commenta la presidente della cooperativa.

«Questo è un tipo di accoglienza che funziona», ci spiega, portando ad esempio la storia di chi è riuscito a rimanere nel territorio e non ha voluto cambiare città: «C’è chi si è sposato o chi ha iniziato a lavorare qui in modo regolare, come Usman, che è arrivato da minorenne e adesso è assunto in una delle pasticcerie più rinomate della città».

Un traguardo importante per Kroton Community, soprattutto se si pensa al territorio in cui si trova.

Le condizioni di vita qui sono difficili e le disuguaglianze forse più accese, ma «la solidarietà non manca, anzi, in questi tempi di crisi si è fatta sentire molto».

Soprattutto, è la solidarietà che rende possibili molte delle attività della cooperativa, dalla distribuzione dei pasti (che sono preparati da cittadini) all’Emporio Solidale. Quest’ultimo è un progetto della cooperativa e consiste in un “supermercato” dove le famiglie in condizioni economiche difficili possono fare gratuitamente la spesa.

Del servizio per la comunità e della spinta a solidarizzare con le fasce più deboli il team di Kroton Community ha fatto un lavoro ma anche una mission, che li porta a mobilitarsi ogni giorno in questa direzione.

A Crotone, però, non ci sono solo loro: «Siamo in rete con tante altre associazioni e organizzazioni e collaboriamo con lo stesso scopo anche se su tematiche diverse, ma crediamo che questo sia un lavoro fondamentale per un territorio come il nostro, dove i problemi sono tanti», conclude la presidente.

Non è un caso se sul sito della cooperativa vi sia una frase di Henry Ford, che fa da linea guida: «Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo». Perché nessuno si salva da solo.