La musica che cambia

Convivenza e inclusione

di Alessandro Scalercio

Il sogno che diventa realtà attraverso un’orchestra di musica “world

Non lontano da Stoccolma, un virtuoso paesino di nome Flen (si pronuncia ‘flìen’) ospita un progetto d’inclusione sociale fra i più interessanti della Svezia. Il paese scandinavo è sempre molto attivo in fatto di accoglienza, non è una novità. Ma ancora non tutti sanno che dal 2015 amministrazione comunale finanzia un’orchestra di musica dal mondo che accoglie chiunque, locale o straniero, voglia cimentarsi in attività artistico-musicali.

Un jazzista visionario

Promotore del progetto, nonché direttore dell’orchestra, il noto jazzista Lutte Berg, che trasferitosi nell’area di origine del nonno materno alla fine del 2012, ha subito provato a coniugare il suo sogno con il territorio.
«Il Sörmland [la regione di appartenenza, n.d.a.] ospita persone provenienti da ogni angolo del mondo. I nuovi residenti arrivano da noi con un bagaglio di esperienze. C’è chi sa cantare, suonare, ballare o recitare. Molti altri non ancora, ma vogliono imparare. Quasi tutti hanno bisogno di una ‘porta’ per entrare e iniziare a conoscere il nostro paese, usi e costumi. Allo stesso modo, noi svedesi abbiamo la possibilità di imparare dalla cultura che i nuovi arrivati conservano dei loro paesi di origine. Scambiare le reciproche esperienze significa crescere come esseri
umani. Un’orchestra di musica dal mondo darà l’opportunità di incontrarci e capirci senza necessariamente parlare la stessa lingua».

L’orchestra

La FlenVärldsOrkester mette insieme rappresentanti di 14 paesi, giovani e meno giovani, dilettanti e professionisti, donne e uomini.
Stimare il numero degli orchestrali non è semplice. Il progetto è per sua natura in permanente inclusione. Al suo primo concerto contava 16 membri. Oggi la FVO supera i 30 elementi. Di essi molti sono i rifugiati da poco arrivati, altri vivono in Svezia da più di 20 anni, oltre agli svedesi di nascita. Con arguzia e talento il Direttore mescola brani originali al repertorio popolare di tutto il mondo: «Chi ci ascolta dice che la nostra musica evoca viaggio e avventura. Si va dall’atmosfera dei suq orientali alla tundra lappone, passando per deserti, savane africane, dagli Appennini alla cordigliera andina. Quattro continenti che giocano dialogando in armonia. La magia della musica è questa. E medesimo è il messaggio di umanità che vogliamo diffondere.»

“Lo straniero è solo un amico che non abbiamo ancora incontrato”

Queste sono le parole che due mesi fa il Re Carlo Gustavo in persona ha
pronunciato presentando l’Orchestra nella sua tenuta estiva, proprio nei pressi di Flen, agli oltre 3000 spettatori. La famiglia reale ha infatti deciso di riaprire la proprietà (rimasta chiusa per 20 anni!) al pubblico offrendo una giornata di intrattenimento.  Sembra che sulle ali dell’entusiasmo il re di Svezia stia pensando di ripetere l’evento insieme alla FVO anche il prossimo anno. Entusiaste anche le istituzioni locali. L’ex sindaca Cecilia Vikstrom in un’intervista ha dichiarato: «Per i nuovi arrivati non potevamo stare a guardare e sperare. Bisognava lavorare tutti assieme e trovare risposte alle necessità e dare certezze alla popolazione. Direttamente o indirettamente, La FVO crea relazioni produttive per le centinaia di persone coinvolte, ed in un paesino di 8000 abitanti non è cosa da poco. Inoltre, il progetto ha dato visibilità al nostro comune. Ora tutti gli svedesi sanno che esistiamo, e dove siamo sulla mappa geografica!»
Roger Tiefensee, assessore alle le Politiche giovanili, in proposito ha detto: «Politica giovanile e occupazionale in Svezia hanno un punto cruciale comune, ossia se non si creano punti di incontro è difficile inserirsi. La FVO è un punto di aggregazione importante per l’inclusione sociale. Abbiamo investito in questo modello perché vincente e applicabile ad altre forme d’arte, linguaggio, cultura, al fine di allargare la connessione tra i cittadini.”
Insomma, il progetto piace. Nel corso dei 4 anni di vita altri Enti svedesi, e non solo, hanno chiesto e ottenuto di incontrare Lutte Berg. Incuriositi dalla “buona prassi“, lavoreranno insieme e ne faranno un format da replicare in altre realtà con criticità simili.

IlMigrante.org – 29 ottobre 2019