La taverna di Dracula

Convivenza e inclusione

Solidarietà al tempo del Covid

Da qualche tempo sui social mi capita spesso di sentir parlare di varie iniziative di solidarietà in tempo di Covid e tra le tante mi ha colpito una in particolare promossa da un ristorante con un nome che evoca la lontana Transilvania: La taverna di Dracula

Stamattina finalmente anche noi siamo riusciti ad organizzarci per andare a vedere da dove nasce questa iniziativa, strategia di marketing o vera solidarietà?

Trovo il numero su internet e chiamo sicuro di essere accolti a braccia aperte (la pubblicità è la base del marketing), ma non mi sarei mai aspettato quello che da lì a poco mi sarei sentito ripsondere: “No grazie! Potete trovare tutte le informazioni che vi servono su internet, non ne possiamo più di foto e giornalisti”.

Mi incuriosisco e dico al mio collega: “Andiamo! Non mi interessa più sapere le motivazioni che li hanno spinti a promuovere questa iniziativa, mi interessa molto di più sapere perché non vuole pubblicizzarla”.

Durante il tragitto non pianifichiamo alcuna strategia l’unico pensiero era: “speriamo si mangi bene almeno”.

All’ingresso troviamo la lavagna che pubblicizza la loro iniziativa:

-LA TAVERNA DI DRACULA DIVENTA CARITAS PER IL MESE DI NOVEMBRE- Sono attese tutte le persone bisognose per un pranzo caldo dalle 12.30 alle 14.30 (rispettando le norme Covid-19) DAL 10 NOVEMBRE AL 3 DICEMBRE Non esitare ad entrare non sarai giudicato se hai fame o se sei di altra nazionalità

Entrando ci accoglie un uomo molto gentile e sorridente, anche sotto la mascherina si capisce. Dopo i preliminari Covid, ci fa accomodare in questa sala arredata a tema. Ci illustra il menu, poi prende un giornale e ci fa leggere l’ultimo articolo uscito sul settimanale “Gente”.

Nel frattempo entra un uomo che chiede se fosse rimasto qualcosa per lui, prontamente Michele va in cucina e  esce con una busta piena di cose da mangiare.

Entriamo subito in confidenza, Michele è davvero socievole e accogliente, gli chiediamo dell’iniziativa e dei risultati in termini di pubblicità. Alla fine dopo vari giri di palinca (grappa tipica rumena) ci rilassiamo e riveliamo al nostro nuovo amico che siamo gli stessi che in mattinata avevamo chiamato per l’intervista.

Si scusa e ci dice che non vuole più pubblicità perché vorrebbe che il suo ristorante fosse famoso per il cibo e soprattutto non si spiega perché tutta questa pubblicità per un gesto così semplice e naturale.

“Noi Rumeni” ci dice “tutte le domeniche facciamo beneficenza, fuori dalle chiese, per noi è normale”. Volete fare delle foto? Venite domenica alla Chiesa ortodossa di Tivoli e vedrete.”

Aggiunge: “vorrei che questo lo facessero anche gli altri ristoranti di Tivoli, non parlo dell’Italia o del Mondo, io parlo di Tivoli. Se anche gli altri cominciassero a farlo sarebbe meraviglioso , la nostra iniziativa finisce il 3 Dicembre”.

Andiamo via soddisfatti delle gustose pietanze rumene preparate dalla moglie di Michele  e contenti di aver conosciuto due persone davvero speciali nella loro semplicità. Speriamo che qualcun altro colga l’invito di Michele e si occupi dei bisognosi per il mese di dicembre.

Il cambiamento inizia così , un passo alla volta… e chissà!? domani anche a noi sembrerà normale.