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L’accoglienza a Vicofaro non si sgombera

Convivenza e inclusione

Nella Parrocchia di Santa Maria Maggiore a Vicofaro c’è un progetto di accoglienza spontaneo che esiste e resiste. È quello portato avanti da Don Massimo Biancalani e da tutta una serie di volontari e che oggi dà un tetto e un pasto a circa 200 migranti.

La Parrocchia di Vicofaro è spesso salita alla ribalta delle cronache a causa della propaganda di odio fatta da certe fazioni politiche. Ma qual è la sua storia? Che tipo di progetto di accoglienza c’è dietro?

La storia del centro di accoglienza di Vicofaro

Tutto inizia alla fine del 2015, quando si decide di provare ad aprire un CAS (Centro di Accoglienza Straordinario). Il progetto parte, ma ben presto comincia a cambiare.

«Quel tipo di sistema non era una dimensione che ci apparteneva: c’era un forte controllo e molti ragazzi che avevano bisogno venivano estromessi dalle cooperative», spiega Don Biancalani. Così il progetto di accoglienza istituzionale si sfalda per dare vita ad una “accoglienza estrema”, che risponde a chiunque si affacci alla porta della parrocchia di Vicofaro.

Dal 2015 ad oggi, circa 500 migranti sono passati di lì: si tratta soprattutto di giovani che vengono nell’area per lavorare nel comparto della moda a Prato, sfruttati per pochi euro al giorno. Ogni tanto qualche donna, invischiata in reti di tratta e prostituzione forzata.

I migranti vengono sistemati ovunque: in tutti i locali parrocchiali, nella parte vecchia e in quella nuova della chiesa. Ma il progetto non si limita all’accoglienza di base. Ben presto nascono nuove idee e progettualità. Prendono piede gli sportelli legali, sindacali e sanitari; corsi di avviamento al lavoro; la scuola di italiano, come tassello fondamentale per l’inclusione. Nascono una sartoria, una pizzeria e un progetto di orto biologico, tutti mirati a instradare questi ragazzi verso l’autonomia.

Don Biancalani non fa tutto questo da solo. Accanto a lui cominciano a muoversi volontari, singoli cittadini e associazioni che danno una mano. Si parla di 50 operatori che ruotano attorno a Vicofaro. Asgi, Medu, USB e Cobas sono fra le organizzazioni che più si impegnano sul campo.

L’accoglienza a Vicofaro non si ferma, neanche in emergenza

Anche questa emergenza, ci dice Don Massimo Biancalani, è stata l’ennesimo pretesto per cercare di sgomberare il posto. «Il sindaco Tomasi ha detto che siamo una mina vagante e che la parrocchia doveva essere svuotata. Anche il vescovo ha fatto pressione per ridurre i numeri, ma finché non c’è una soluzione non mando via nessuno».

È con immensi sforzi che ogni giorno il centro di Vicofaro continua a garantire un’accoglienza a queste 200 persone. Anche durante il lockdown. Molti di loro, infatti, hanno perso il lavoro a causa di questa quarantena.

«Quella che abbiamo qui è un’umanità di giovani provenienti da diversi paesi. Alcuni di loro hanno anche delle fragilità e per questo si rifugiano nell’alcolismo o nella tossicodipendenza e ovviamente questa situazione ha esacerbato alcune problematiche», continua Don Biancalani.

Tutte le attività al momento sono sospese e sono poche le persone che vengono per aiutare, giusto per l’essenziale. Per fortuna però la solidarietà non si è fermata. Mentre continua la raccolta fondi per il centro, arrivano donazioni di vario tipo: da quella importante da parte dell’elemosiniere del Papa fino alle 3.000 uova date da un’azienda di Pisa.

«Questo non è un centro con degli operatori, ma piuttosto una comunità: siamo quasi come una grande famiglia, c’è una prossimità che ci arricchisce» aggiunge Don Massimo. Che però ci tiene a rimarcare anche il significato politico di questa esperienza: «Vogliamo far capire che certe politiche sono inammissibili, hanno delle ideologie razziste, e lo stesso impianto legale in Italia, a partire dalla Bossi-Fini, produce esclusione e sfruttamento».

Per questo l’esperienza di Vicofaro resiste. Se il sistema in cui viviamo produce disuguaglianze, la lotta per la giustizia non può che essere portata avanti dal basso. Grazie alla forza dei singoli che, insieme, creano comunità.

Vi invitiamo a sostenere la Parrocchia di Vicofaro. Potete fare una donazione con i seguenti dati:

Parrocchia di Santa Maria Maggiore Vicofaro (Pistoia)
IT25M0306913834100000002852