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Refugees Welcome Palermo ha fatto un progetto basato sulle relazioni di fiducia

Convivenza e inclusione

Cosa succede a quei migranti che, arrivati in Italia come minori stranieri non accompagnati, una volta compiuti i 18 anni escono da quel circuito di accoglienza e spesso si ritrovano senza un punto di riferimento e una completa autonomia raggiunta? Come sostenerli in modo adeguato? Sono queste le domande a cui Refugees Welcome Palermo ha cercato nell’ultimo anno di dare una risposta con il progetto “Fianco a fianco”.

Si tratta di un progetto di mentoring, basato sull’importanza della relazione uno a uno fra migrante e mentore. Da un lato c’è una richiesta di supporto, dall’altra c’è chi dà la propria disponibilità a sostenere e guidare lungo un percorso.

Refugees Welcome Palermo è stato il primo gruppo territoriale in Italia a dare vita a un progetto di questo tipo.

«Sulla nostra piattaforma c’erano tante richieste di ragazzi e ragazze che chiedevano accoglienza in famiglia e a cui però non riuscivamo a dare sempre una risposta», spiega Roberta Giunta, referente territoriale del progetto e coordinatrice del gruppo Refugees Welcome Palermo. «Ci chiedevamo: che risposta possiamo dare?»

A quel punto, l’incontro con UNICEF e la sua esperienza nel campo dei tutori di minori non accompagnati fa il resto. Viene lanciato il progetto pilota nell’ottobre 2019, con la collaborazione del comune di Palermo.

Così parte la chiamata alla società civile per candidarsi come mentori, mentre dall’altro lato il progetto comincia ad essere pubblicizzato in modo da raggiungere le persone migranti che potrebbero averne bisogno.

Il gruppo Refugees Welcome Palermo organizza delle formazioni per entrambi i gruppi, fa i colloqui con i ragazzi e si occupa del “matching”, ovvero di formare le coppie in base alle predisposizioni delle persone e ai bisogni di chi fa la richiesta di mentoring. Poi, segue le coppie che si formano e i mentori durante il percorso.

«La relazione di mentoring è orientata sullo specifico progetto di vita del migrante, che può avere bisogno di trovare una casa, un lavoro o di ampliare le proprie reti sociali», continua a spiegare Roberta, aggiungendo che però il fulcro centrale è «creare una relazione che non ti faccia sentire solo».

Durante il primo anno sono state portate avanti 18 relazioni e alcune di queste sono state estremamente trasformative.

Roberta ci racconta di una ragazza che, pur avendo un lavoro, faticava a socializzare e a creare una propria rete sociale che la portasse anche a realizzarsi personalmente. Grazie ad un mentore, è riuscita a cambiare e a rimettersi in gioco: ha lasciato quel lavoro, ne ha trovato un altro e ha ripreso a studiare.

Allo stesso modo un altro ragazzo con una situazione molto problematica si è risollevato grazie alla relazione di fiducia creata con un mentore, riuscendo in qualche modo a superare gli ostacoli (pratici e burocratici) ma soprattutto a ritrovare la voglia di fare.

Il gruppo Refugees Welcome Palermo, 3 ottobre 2020

«Spesso si tratta di persone che qui in Italia non hanno sperimentato la relazione uno a uno e che hanno vissuto per lo più in comunità: non hanno avuto una persona che potesse diventare una figura di riferimento».

La relazione diventa l’innesco verso il cambiamento e il raggiungimento di una propria autonomia. Spesso, l’obiettivo è qualcosa di pratico (come una casa o il lavoro), ma la verità è che poi la relazione continua a esistere. Ma si trasforma: si passa da una relazione incentrata su un bisogno ad una basata sul piacere di stare insieme. E così, pian piano, si crea una comunità.

Infatti, Refugees Welcome Palermo si vede come «una piccola comunità di persone che partecipano e non come un’associazione che eroga dei servizi». E questa senza dubbio è una formula vincente, che ha dato i suoi frutti (e non solo con il progetto “Fianco a fianco”).

Adesso a Palermo è partita la seconda edizione del progetto e lo stesso sta per essere avviato coi gruppi territoriali di Ravenna, Aosta, Milano e Catania. Tante piccole comunità che si creano, intersecano le proprie reti e, attraverso la relazione, incidono positivamente sulla vita di molti. Dimostrando che, a volte, è soltanto questione di fiducia.