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Tre libri da leggere per capire l’immigrazione in Italia

Convivenza e inclusione

Sono anni che sentiamo parlare dell’immigrazione in Italia in modo emergenziale, come se fosse un problema da risolvere in modo securitario e non un fenomeno da conoscere e gestire con degli strumenti adeguati.

L’immigrazione è entrata nel dibattito pubblico italiano negli anni Novanta e da allora il fenomeno è cresciuto, dando vita a situazioni e condizioni di vita spesso diverse fra loro.

Non è facile parlarne senza rischiare di generalizzare. Per questo consigliamo qui tre libri da leggere per capire meglio (e da testimonianze dirette) quello che succede oggi nel nostro paese.

“La frontiera” di Alessandro Leogrande

Pubblicato nel 2015 da Feltrinelli, “La Frontiera” di Alessandro Leogrande apre mille finestre sugli esseri umani prima ancora che sui migranti. Lo scrittore, morto nel 2017, intervista e riporta le storie di uomini e donne fuggiti dalla guerra, dalle violenze, dalla repressione, ragionando su come la frontiera diventi una linea di confine fra la vita e la morte a seconda della prospettiva.

In questo c’è libro c’è tantissimo soprattutto dei migranti che attraversano il Mediterraneo, con un focus in particolare sul naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013 e le voci di alcuni superstiti.

«Prendi 650 corpi. Prendi 650 corpi di uomini, donne, bambini, anziani. Prendili uno per uno e disponili in fila. Quanti metri è lunga la fila? Fin dove arriva?

Non pensare ai loro volti, non pensare a quello che hanno patito. Pensa solo a quanti sono. Entrano tutti in un appartamento di medie dimensioni? Entrano in un cinema? Sono sufficienti i gradoni della curva di uno stadio?»

Ma c’è anche molto di ciò che succede in Grecia (dove in tanti dall’Oriente rimangono fermi prima di proseguire il viaggio verso il Nord Europa e vivono minacciati da gruppi neonazisti quali Alba Dorata) o in Eritrea, dove un regime sanguinario ha portato ad un’ampia diaspora di dissidenti politici.

Il Mediterraneo, ci spiega Leogrande, è solo una tappa di un viaggio lungo anni e totalizzante per numerose vite che finisce per “formare quello che sei“. “La Frontiera” informa e allo stesso tempo commuove, senza mai perdere la lucidità dei fatti.

“Ama il tuo sogno – vita e rivolta nella terra dell’oro rosso” di Yvan Sagnet

L’autobiografia di Yvan Sagnet, pubblicata nel 2012 da Fandango Libri, racconta l’esperienza personale di un giovane camerunense che arriva in Italia nel 2008 per studiare ingegneria al Politecnico di Torino.

La borsa di studio non basta: per mantenersi inizia a lavorare nei campi del Sud Italia, in particolare in Salento, dove conosce le condizioni di sfruttamento imposte dai caporali. Yvan diventa una guida fra i braccianti, organizzando lo sciopero dei braccianti di Nardò, il primo in Italia.

«Quando partii per l’Italia immaginavo che la mia nuova vita sarebbe stata pulita e semplice come le nuvole che vedevo scorrere sotto l’aereo. Ma ero molto lontano dalla verità.»

Il libro di Yvan Sagnet è un riferimento importante per capire – dall’interno – i meccanismi di sfruttamento davanti ai quali si ritrovano i braccianti che lavorano nel Sud Italia. Ma è anche un libro di lotta, che pur descrivendo le condizioni di sfruttamento, decide di raccontare una storia di vita per mostrare un esempio positivo di cambiamento.

Da allora, infatti, Yvan ha costituito l’associazione NoCap, con cui sta creando una filiera di economia libera da sfruttamento e caporalato e cambiando in modo concreto la vita di molte persone.

“Roma negata” di Igiaba Scego e Rino Bianchi

Pubblicato da Ediesse nel 2014 e corredato da fotografie, “Roma Negata” è un libro che apre uno squarcio nell’oblio sul passato coloniale italiano. Igiaba Scego, scrittrice italo-somala, viaggia attraverso la sua città, Roma, ripercorrendo tutti quei monumenti legati al colonialismo italiano e, in alcuni casi, anche all’immigrazione di più recente data.

«Volevamo partire dal Corno D’Africa, dall’umiliazione di quel colonialismo crudele e straccione, perché di fatto era in quel passato che si annidava la xenofobia del presente (…) Da Roma negata emerge quel Corno d’Africa che oggi sta morendo nel Mediterraneo, disconosciuto da tutti e soprattutto da chi un tempo l’aveva sfruttato.»

Questo cammino diventa l’occasione per parlare di immigrazione, del rapporto dimenticato fra l’Italia e le sue ex colonie nel Corno d’Africa che ha determinato anche un gran numero di migranti provenienti da Eritrea, Etiopia e Somalia.

Conoscere il passato italiano, infatti, è un altro tassello fondamentale per capire una sfaccettatura del fenomeno migratorio che ci riguarda molto da vicino e che investe direttamente il nostro presente. Significa, in fin dei conti, decolonizzare lo sguardo e agire direttamente sul presente.

Buona lettura!