Dalla guerra alle Olimpiadi

Convivenza e inclusione
Rappresentante dei rifugiati a Tokyo 2020

Yusra Mardini nasce a Damasco il 5 marzo 1998, dove grazie al padre si avvicina da piccola al nuoto. E’ brava e si nota sin da subito, si specializza nello stile libero e farfalla. Purtroppo però scoppia la guerra in tutto il Paese e anche la piscina dove si allena con al sorella Sarah non è più sicura. Un giorno un bomba colpisce il tetto della pisicina nel bel mezzo di una sessione di allenamento, cade in acqua ma per fortuna non esplode. Capiscono che non è più sicuro restare lì e a malincuore decidono di lasciare il loro Paese. E’ il 2015 e da Damasco si recano dapprima a Beirut per poi raggiungere Smirne. “Dalla costa turca non è difficile raggiungere la Grecia” si sentono ripetere spesso, ma al primo tentavo la guardia costiera li intercetta riportandoli indietro. Dopo pochi giorni ci riprovano salgono in 20 su un gommone omologato per 9.

Dopo poco vengono sorpresi da una tempesta e sono costretti a buttare tutti i loro bagaglie e Yusra e sua sorella Sarah, insieme ad altre 2 persone (che a turno si danno il cambio), si buttano in acqua. Per oltre 3 ore e mezza le sorelle Mardini riescono a tenere in equilibrio la barca e finalmente raggiungere l’isola di Lesbo. Di lì a poco riescono a stabilirsi a Berlino, la meta tanto agognata, lì riprendono ad allenarsi tanto che nel 2016 Yusra partecipa alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e anche quest’anno una delle rapresentanti della squadra degli Atleti Olimpici Rifugiati del CIO alle Olimpiadi di Tokyo.

Brava Yusra! Continua a far parlare di te, solo così si può far aprire gli occhi alla opinione pubblica sulla questione dei rifugiati.