I minori stranieri non accompagnati in Italia

Pubblicazioni

I dati relativi riguardanti i minori stranieri non accompagnati in Italia sono importantissimi: rappresentano una cartina di tornasole di ciò che sta avvenendo nel Mar Mediterraneo, nei paesi africani e in Medio Oriente. E non solo.

Secondo l’ultimo rapporto mensile del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (relativo al mese di Maggio 2021), i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia sono 7.159. Un numero, già questo, interessante: conferma il trend crescente che vede, mese dopo mese, aumentare i MSNA presenti in Italia. Un dato importante anche per un altro motivo: il 31,6% di questi adolescenti (2262) si trovano in una sola regione: la Sicilia. La seconda regione per numero di MSNA è il Friuli Venezia Giulia (755), la terza la Lombardia (687). Si tratta di numeri rilevanti che potrebbero far comprendere le politiche del governo in materia di accoglienza di MSNA. Il fatto che quasi metà di questi ragazzi si trovano in regioni di confine è segno che non c’è nessuna voglia di integrare realmente questi minori nella società a livello nazionale. In barba alle leggi importanti e molto interessanti che riguardano proprio i MSNA (prima fra tutte la 47/2017), la distribuzione territoriale dei centri di accoglienza secondaria (i vecchi SPRAR ora SIPROIMI) è profondamente disomogenea. In pratica, è come se qualcuno avesse deciso di adottare per questi adolescenti le stesse politiche adottate in Grecia per i migranti. Lì si è deciso di tenerne il più possibile a Lesbo o a Mykonos. In Italia, li si “ospita” quanti più possibile in Sicilia. In passato, la percentuale di MSNA in questa regione era ancora maggiore (arrivò a raggiungere il 40%), poi, anche a seguito di numerose proteste e segnalazioni, era scesa sensibilmente. Ora sta aumentando di nuovo. E continua a crescere, mese dopo mese.

Una decisione che ha molte conseguenze. La prima è l’accoglienza e i servizi offerti. La seconda, non meno importante, è la difficoltà di affidare questi ragazzi (si tratta per oltre il 96% di maschi) a dei tutori volontari. Una figura importantissima, introdotta con la legge 47/2017 ma che, per diversi motivi, non ha ottenuto i risultati che ci si aspettava. Una cosa è cercare di trovare tutori volontari per 2.262 MSNA su una popolazione di cinque milioni di abitanti. E un’altra è trovarli per 227 MSNA in Piemonte o per 200 in Veneto (che hanno una popolazione analoga a quella siciliana).

Altro aspetto importante che emerge dal report del MLePS, è quello relativo ai paesi di provenienza. Se fino a qualche tempo fa i MSNA che arrivavano provenivano principalmente dall’Albania e da paesi del centro Africa, ora circa un quarto di tutti i MSNA arriva dal Bangladesh. Rilevante anche il numero di MSNA che arrivano dalla Tunisia e dall’Egitto (circa 1700 su 7.159). Oltre 700 sono i MSNA di nazionalità albanese: segno che la famosa rotta balcanica non è mai stata chiusa (in teoria, gli arrivi da questo passaggio sarebbero dovuti cessare nel 2016, di fatto non si sono mai arrestati, anzi).

E a proposito di percorsi, significativo è anche il dato sugli sbarchi. Nel mese di Maggio 2021, la stragrande maggioranza dei MSNA provenienti dal Bangladesh non è arrivato via mare: sono stati “rintracciati” sul territorio. Lo stesso vale per i minori provenienti da Eritrea, Guinea e Sudan (e, in parte, per quelli provenienti dalla Tunisia). Stranamente, invece, la maggior parte di quelli provenienti da Afghanistan e Pakistan sono arrivati via mare. L’anomalia deriva dal fatto che, per questi minori, non sarebbe difficile ottenere il riconoscimento dello status di rifugiato. Per loro non ci sarebbe motivo di arrivare via mare: basterebbe chiedere di essere accolti come tali alla frontiera, appena sbarcati da un normale volo di linea o dal treno. Forse, il motivo della loro scelta deriva dal fatto che in questo modo, ad accoglierli come rifugiati dovrebbe essere il paese di prima accoglienza. E questo a loro non va bene. Preferiscono rischiare la vita attraversando i Mar Mediterraneo sui gommoni o su una delle carette del mare pur di arrivare in Italia.

Altro aspetto importantissimo è quello riguardante i minori scomparsi. Di 1.317 minori arrivati solo nel mese di Maggio, ne sono “spariti” ben 352. Oltre un quarto. Come dire che, ogni quattro MSNA che arrivano in Italia (e che sono affidati alla responsabilità dello stato che poi la delega ai Sindaci e ai centri di accoglienza), di uno si perdono le tracce! Fino a qualche tempo fa, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali definiva i MSNA scomparsi “irreperibili”. Ora, forse per non far vedere i numeri impressionanti, preferisce dire semplicemente che “L’allontanamento dei MSNA è registrato nel SIM a seguito di segnalazione a questa Direzione Generale da parte delle Autorità competenti fino a un nuovo eventuale rintraccio sul territorio nazionale dello stesso minore”. Non serve molta fantasia per capire che si tratta di numeri spaventosi: 350 in un mese significa 4.200 in un anno. Quattromiladuecento minori (direttamente o indirettamente) sotto la responsabilità dello stato di cui non si sa più niente! Numeri impressionanti confermati anche dalla XXIV Relazione del Commissario Straordinario del Governo per le Persone Scomparse (XXIV Relazione ore 09.00 del 09.02.2021 (commissari.gov.it)): solo nel 2020, i minori scomparsi sono stati 7.672. Di questi 5.511 erano stranieri (bisogna tenere conto anche dei MS accompagnati). E di questi quelli da ritrovare sono circa 4mila!

Irreperibili, spariti, scomparsi: dei MSNA si preferisce non parlare. Come se, non parlandone, non ci fossero problemi. Invece i problemi esistono. Ma prima di tutto ci sono loro, i minori. Non uno: ben 7.159….