Fonko: l’Africa che, forse, non conosci.

Nel Mondo
Metropoli, musica digitale e movida.

Nel 2016 in occasione del 60esimo BFI “Film Festival” di Londra, i registi e documentaristi Lamin Daniel Jadama, Lars Lovén e Goran Hugo Osslov, propongono un viaggio attraverso la cultura contemporanea, le nuove generazioni e gli artisti musicali Africani.

Tramite un’ottica che mette a fuoco le trasformazioni che la digitalizzazione delle arti e dei rapporti interpersonali ha apportato al mondo, in “Fonko”, nome del film/documentario, traspaiono nettamente i diversi background dei suoi realizzatori:

una produzione Svedese, Tedesca e Svizzera che convoglia ambientalismo, sociologia e cultura nel trascinante flusso dei moderni fenomeni musicali e di aggregazione made in Africa.

Il viaggio di Fonko.

 Lagos, Luanda, Johannesburg, Cape Town, Dakar, Accra: dall’Africa dell’Ovest a quella del Sud, dalle periferie Subsahariane ai confusionari downtowns Nigeriani.
Il viaggio geografico di Fonko si staglia su vibrazioni elettroniche e battiti accelerati, vizi e virtuosismi;
la musica elettronica si fonde a melodie e ritmi tradizionali, ritornelli pop e commercial a dialetti tipici:

il messaggio di una mondanità pregna di riscatto sociale, vuole sdoganare la derivazione occidentalista di quella che è una cultura che desidera unicamente inglobare ed assolutizzare il proprio dire.

Trasformazioni e ritorno.

HipHop, Techno, House Music si completano e cambiano forma in un ritorno karmico della vibrazione alla sua essenza.
Molte le trasformazioni dell’aggregarsi e delle celebrazioni culturali di cui le masse di giovani (e meno) Africani sono protagonisti nel visual trip di questo docu/film:
saranno le voci degli artisti, attivisti ed operatori dello spettacolo coinvolti a ricomporre il mosaico sociale di una graffiante transizione storica ed evoluzionistica ed a guidare lo spettatore nella sua propria considerazione di un’ Africa, forse, da riosservare.

“La cosa”.

Superstar del continente e nomi di portata internazionale, tra cui spicca la portentosa Nneka, filosofie agli albori ed al fulcro del Panafricanismo, in primis quella di Thomas Sankara, la rivoluzione musicale del genio immor(t)ale di Fela Kuti:

gli elementi straordinari di un inno guidato alla decolonizzazione, alla instaurazione di un nuovo (dis)ordine.

Fonko: “la cosa” in Mandingo, “prendersi cura dell’altro” in Wolof.

Una “cosa” nata nelle viscere tribali della energia umana che è stata presa in prestito dal mondo che conosciamo, torna al mondo sconosciuto per permetterci di conoscerlo e conoscerci meglio.

Il trailer di “Fonko”, disponibile da qualche settimana su Youtube.