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Il movimento #EndSARS, un nuovo futuro per la Nigeria

Nel Mondo


Dai primi giorni di ottobre nelle maggiori città della Nigeria sta divampando una protesta pacifica contro la SARS, acronimo che sta per Special Anti-Robbery Squad. Si tratta di un’unità speciale della polizia, molto vicina ai servizi di intelligence del paese, che è stata creata nel 1992 con l’obiettivo di intervenire nei casi di reati commessi con violenza. Tuttavia, stando alle denunce dei manifestanti del movimento #EndSARS, gli agenti di questa unità speciale si sono resi protagonisti di reiterate violazioni dei diritti umani nel paese africano: pestaggi, uccisioni, estorsioni ed abusi sessuali nei confronti di donne.

Il movimento #EndSARS è nato nel 2017, e prende il nome dall’hashtag sui social network col quale gli utenti nigeriani hanno rilanciato video, foto e testimonianze degli abusi della SARS nel paese. Composto perlopiù da giovani nigeriani, il movimento chiede al governo di Muhammadu Buhari di smantellare questa unità speciale. L’ultimo episodio che ha innescato la protesta del movimento è stata l’uccisione di un ragazzo nella città di Ughelli, il 3 ottobre scorso. Il video dell’uccisione è stato diffuso sui social network, ma le autorità hanno negato la veridicità del contenuto.

Gli abusi della SARS e la connivenza del governo

Ad interessarsi attivamente degli abusi della SARS è stata Amnesty International, che ha dichiarato che dall’inizio delle proteste sono morte 56 persone. Amnesty ha anche parlato di 82 casi di tortura perpetrati nelle prigioni gestite dalla SARS, dal gennaio 2017 al maggio di quest’anno. La stessa organizzazione sta svolgendo indagini sulla sparatoria al casello autostradale di Lekki, avvenuta lo scorso 20 ottobre. Gli agenti hanno aperto il fuoco contro manifestanti #EndSARS che non erano armati; fatti testimoniati dai presenti che hanno fatto circolare foto e video sui social. L’organizzazione ha anche denunciato che le telecamere di sorveglianza installate sul luogo erano state disattivate ore prima delle proteste, per insabbiare eventuali indagini sull’accaduto.

In considerazione delle proteste che hanno interessato la capitale Abuja e Lagos, centro economico del paese, l’11 ottobre il capo della polizia nigeriana ha annunciato con un tweet lo smantellamento con effetto immediato della SARS. Tuttavia le proteste sono continuate, poiché gli agenti dell’unità non sono stati rimossi dall’incarico, ma semplicemente trasferiti in altri dipartimenti. Inoltre a fronte della natura pacifica delle manifestazioni, le vessazioni della polizia sono continuate con pestaggi, lancio di lacrimogeni ed anche omicidi. Come quello di Saifullah Sani Musa, un ragazzo di 17 anni.

Le proteste del movimento #EndSARS hanno avuto eco mediatica in tutto il mondo: l’hashtag è stato rilanciato da Kanye West e Rihanna. In Italia Victor Osimhen e Simeon “Simy” Nwankwo, calciatori nigeriani rispettivamente del Napoli e del Crotone, in due diverse, recenti partite hanno mostrato le loro maglie con la scritta “end police brutality in Nigeria“. Il 25 ottobre molti ragazzi nigeriani, nel rispetto delle norme di distanziamento fisico, si sono radunati in piazza Castello a Torino per solidarizzare col movimento di protesta nel paese d’origine. Il giorno successivo la stessa iniziativa si è ripetuta a Trento.

La Nigeria fra povertà, conflitti generazionali e giovani senza voce

Le violenze della SARS sembrano essere rivolte ad un target di popolazione nigeriana ben preciso: giovani che indossano vestiti di marca, piercing, tatuaggi e dreadlock, che utilizzano iPhone o guidano macchine di lusso. In una parola ragazzi che sono al passo coi tempi, e che non vogliono più avere paura di essere (e sembrare) contemporanei, come i coetanei di altri paesi del mondo. La scelta delle vittime degli agenti dell’unità speciale denota, dunque, un violento conflitto generazionale, innescato da un establishment tradizionalista e non intenzionato a modificare lo status quo.

Le proteste del movimento #EndSARS hanno quindi ragioni più profonde, e strettamente legate a quei giovani bersagliati dall’unità speciale. La Nigeria soffre di una perdurante disuguaglianza sociale: se gli alti vertici governativi vivono in condizioni agiate rendendosi sistematicamente protagonisti di fatti di corruzione, quasi il 70% dei nigeriani vive sotto la soglia di povertà (dati Oxfam 2019). Gli under 30 rappresentano più del 40% della popolazione, ma molti di essi sono disoccupati. Amaka Anku, esponente dell’agenzia di consulenza Eurasia Group, ha sottolineato che le proteste pacifiche del movimento stanno conducendo i giovani nigeriani verso una nuova consapevolezza politica. #EndSARS, dunque, è il grido di un’intera generazione sottorappresentata che si prepara ad un turnover politico, che avverrà con le elezioni presidenziali del 2023.

This is Nigeria è il titolo di una canzone del 2019 nella quale il rapper Falz ha denunciato lo stato di cose nel paese: la corruzione governativa e in generale la cattiva gestione del potere, le violenze della SARS e del gruppo terroristico Boko Haram. Anche in occasione delle proteste #EndSARS Falz ha assunto un ruolo mediatico importante, veicolando le ragioni del suo popolo sui social network. Un popolo che sembra essere ad un punto di svolta della sua storia e gridare This could be Nigeria.