Il razzismo di Salvini uccide la musica: il dl sicurezza fa sciogliere la Libera Orchestra Popolare

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L’orchestra era composta da ragazzi in difficoltà, italiani e stranieri. Per effetto del decreto sicurezza, tutti gli stranieri hanno dovuto lasciare l’Italia.

La Libera Orchestra Popolare di Marsala si è ritrovata con 20 musicisti in meno, per effetto del decreto sicurezza di Salvini: sono scappati dall’Italia per non essere rispediti in Africa. Salvatore Inguì, assistente sociale per la giustizia minorile e membro di Libera contro le Mafie, l’associazione di Don Luigi Ciotti, racconta: “un anno fa ci siamo ritrovati in associazione questi ragazzi, c’erano dei minori stranieri non accompagnati, ma anche ragazzi del quartiere, ospiti di comunità psichiatriche e giovani in area penale. Parlavano lingue diverse, venivano da realtà diverse. La musica li ha uniti. Abbiamo lanciato un appello alla gente e in pochi giorni ci siamo ritrovati con trenta chitarre, dieci djembe (i tamburi africani) e una batteria”.
In poco tempo e molte prove, questo gruppo disordinato di 30 ragazzi si è trasformato in un’orchestra, ed erano arrivate le prime offerte per fare concerti. Il primo è stato a Trappeto, in provincia di Palermo: “non scorderò mai le lacrime sui loro volti quando hanno ricevuto il loro primo applauso”. 
Era arrivato anche un invito da Milano: il Teatro Smeraldo ci aveva chiamati, avevamo iniziato le prove. Ma poi è passato il decreto sicurezza. E Mamadou, uno dei ragazzi, che viveva in un centro di accoglienza, ha ricevuto una lettera che gli diceva che entro un mese doveva andare via. Altre lettere sono arrivate, alcuni sono stati semplicemente cacciati via. E da 30 sono diventati 10. 
Una storia intollerabile, che va contro tutte le regole della decenza. Il razzismo di Salvini ha ucciso la musica. 

[Fonte: Globalist – 20 dicembre 2018]

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