Prove di governo senza pudore

Editoriale
Draghi e i suoi cavalieri

E’ questa  l’idea che stanno dando i capidelegazione convocati a palazzo Chigi, suggerita dalle loro dichiarazioni guardinghe e tutte positive verso l’ipotesi di un governo Draghi.

E’ giustificato il tutto in quanto ogni leader è impegnato a non perdere la faccia ed insieme a non perdere la possibilità di entrare nel governo.

E’ una vera e propria prova di perfetto equilibrismo… anche la Meloni che punta ad entrare in scena senza rete dichiarando: “nessun appoggio al governo!” e assicurando al contempo dessere pronta a dare una mano senza chiedere nulla in cambio – ma quant’è brava! – e addirittura promette di stupire con effetti speciali fino a garantire un’opposizione costruttiva più efficace dei possibili alleati di governo.

Ovvio che tanta determinazione ad occupare almeno quattro righe sparse tra le pagine politiche dei quotidiani, suscita tra i più sospettosi, che l’idea della Meloni sia quella di guadagnare elettori a destra ed a sinistra.

Intanto la Confindustria in omaggio a Draghi si presenta con il contratto dei metalmeccanici come a garantire che i padroni, si i padroni, anche se c’è chi per paura di apparire “antico” continua a  chiamarli  im…prenditori, sono disposti anche a metterci del proprio per garantire la “governance” leggasi pace sociale. I sindacati dei metalmeccanici possono continuare a sgolarsi sulla stampa nazionale descrivendo la “vittoria” raggiunta… che ad onor del vero sul piano salariale e normativo è un buon risultato visto che fino a qualche mese fa il fronte dei padroni non era disposto a concedere neanche il tavolo delle trattative.

Ora Monti pardon Draghi ha tutto lo spazio per dedicarsi, in pace sociale garantita, a governare con competenza salvaguardando gli interessi strategici del sistema Italia che tutti i governanti europei si augurano venga lanciato verso la globalizzazione.

Confessiamo d’essere in curiosa attesa sul come ed a quale velocità il Professore riuscirà a marciare nella direzione che s’augura il Presidente Mattarella ed il Parlamento Europeo.

Niente sarà più come prima

Chi scrive non è ne un esperto economista ne uno scaltro ed informato commentatore di politica nostrana. E queste poche note non celano neanche un confuso tentativo di gufare.

Solo ci chiediamo fino a quanto può reggere la pazienza dei cittadini e delle cittadine, lavoratrici e lavoratori, disoccupate-i, che la pandemia ha messo in ginocchio e che il ritorno alla normalità imporrà loro il pagamento di tutte le gabelle e morosità che i vari decreti hanno solo posticipato. Intanto qui e là si fanno già i conti sui posti di lavoro persi finora e su quelli che si aggiungeranno con la fine del blocco dei licenziamenti.

La crisi pandemica lentamente si sta superando ma si sta già annunciando quella sociale ed economica che non potrà essere superata con il richiamo al “volemose bene” in nome del Bene Comune. Un richiamo che finora ha coperto tutte le decisione scellerate che hanno messo in ginocchio la sanità, la scuola, l’ambiente, l’economia, come ha mostrato, fugando ogni dubbio, la Pandemia.

Un richiamo che non convince e che se usato come condimento per le future scelte del Professore Draghi e del suo governo darà la misura di quale pasta son fatti i nostri decisori politici.

C’è da sperare solo che chi ha creduto fino in fondo al “nulla sarà come prima” si svegli e decida di darsi da fare per incidere sul come vuole che sia il mondo che verrà.