Spagna: un altro caso di violazione dei diritti dei minori migranti

Nel Mondo

Ormai in tutto il mondo è un ripetersi di violazioni dei diritti dei minori. Specie se migranti. L’ultimo caso in Spagna: il Ministero dell’Interno ha deciso di rimpatriare forzatamente a Ceuta, in Marocco, alcuni adolescenti. Agenti della polizia locale hanno prelevato un gruppo di 15 minori dal centro sportivo che funge da centro di accoglienza temporaneo per i migranti, li hanno caricati su minibus e riportati oltre confine. Secondo alcuni testimoni, “i bambini vengono scelti a caso, molti stanno resistendo o cercano di fuggire”. Un giornale spagnolo ha detto che l’ordine di rispedire i giovani migranti a Rabat verrebbe direttamente dal Ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska. Fonti ufficiali, però, “non hanno confermato né smentito“. La dimostrazione che la decisione è stata presa dal Ministero dell’Interno spagnolo è, però, contenuta in un documento divenuto pubblico.

Secondo alcuni sarebbe la risposta a quanto avvenuto il 17 maggio scorso. Quel giorno, decine di migranti attraversarono il confine tra Spagna e Marocco senza che le guardie di frontiera riuscissero a fermarli. Dopo il primo momento di caos, si parlò di un evento conseguenza delle forti tensioni diplomatiche tra i due Paesi sul nodo del Sahara Occidentale (ex colonia spagnola rivendicata da Rabat).

Foto: JOSE COLONJOSE COLON AFP
Violazione dei diritti dei minori

In poche ore, attraversarono la frontiera circa 10.000 migranti, tra i quali numerose donne e bambini. Nei giorni che seguirono, però, circa 8.000 persone vennero respinte o tornarono in Marocco volontariamente. Centinaia di minori, invece, rimasero in Spagna. Alcuni sono stati trasferiti in altre regioni della Spagna. Almeno 700 sarebbero rimasti nell’enclave al confine tra Spagna e Marocco. Ora le autorità spagnole hanno deciso di sbatterli oltre frontiera. La giustificazione? Secondo le autorità, l’accordo con Rabat prevede che deve essere il Marocco a farsi carico dei minori, nel rispetto dei loro diritti, consegnandoli ai genitori o attraverso i propri servizi sociali rivolti all’infanzia.

Sono molti a pensare che la decisione del governo spagnolo viola i diritti dei minori e le convenzioni internazionali ratificate dalla Spagna. Numerose ONG hanno chiesto la sospensione immediata delle espulsioni. Secondo Save The Children, “uno dei minori rimpatriati è un richiedente asilo in Spagna“. Cosa questa che comporterebbe una ulteriore violazione dei diritti umani da parte del governo di Madrid.

Rimpatri forzati

Anche secondo il mediatore e difensore dei diritti civili spagnolo, Fernandez Marugán, i rimpatri effettuati dal governo “non soddisfano i requisiti della legge sull’immigrazione”. Per questo, ha “richiesto la cessazione di tali rimpatri” di minori da Ceuta. Fernandez ha anche dichiarato di “aver avviato d’ufficio un procedimento dinanzi al Ministero dell’Interno” e inviato una lettera al ministro Marlaska, in cui si ricorda il dovere legale che gli incombe di rispettare le disposizioni dell’articolo 35,7 della Legge Organica 4/2000 sui diritti e le libertà degli stranieri in Spagna e la loro integrazione sociale, richiedendo una relazione sulla situazione familiare del minore alla rappresentanza diplomatica del paese di origine, prima della decisione in merito all’avvio di una procedura sul loro rimpatrio.

Fernandez ha ricordato al Ministero dell’Interno che “una volta concordato l’avvio della procedura, dopo aver ascoltato il minore se aveva giudizio sufficiente, e dopo una relazione dei servizi per la tutela dei minori e del Procura della Repubblica, deve essere l’Amministrazione dello Stato a decidere quanto è opportuno in merito al rientro nel proprio Paese di origine, in quello in cui si trovano i propri familiari o, in mancanza, al loro soggiorno in Spagna”. Iter, questo, che non sarebbe stato rispettato dal Ministro dell’Interno spagnolo. Anche il procuratore delegato di Ceuta non sarebbe stato informato del rimpatrio dei minori né avrebbe avuto la possibilità di incontrare o sentire questi bambini prima che venissero sbattuti oltre frontiera.

Intanto i rimpatri forzati di minori non si fermano. Tutto questo nel silenzio più totale da parte degli altri paesi europei, delle autorità dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa. Ancora una volta, quando si tratta di minori, di migranti e di diritti umani, si preferisce voltare lo sguardo da un’altra parte.