The Climb of Hope

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La storia di Yasmeen e Mutassam

Yasmeen aveva solo tre anni quando fu investita da un camion militare israeliano. Stava giocando davanti casa sua nei pressi di Nablus, in Cisgiordania. I genitori fecero una corsa disperata all’ospedale, ma la loro disperazione non impedì le lunghe attese ai posti di blocco. E quando finalmente arrivarono all’ospedale, era troppo tardi per salvare la gamba.

Yasmeen aveva solo tre anni quando la sua gamba destra fu amputata, sopra al ginocchio. Ma invece di chiudersi nella rassegnazione, nella rabbia e nel dolore, Yasmeen non smise di credere in se stessa, e soprattutto di desiderare di realizzare tutti i suoi sogni, anche se con una gamba in meno.

E Yasmeen aveva un sogno enorme, gigantesco: sognava di scalare una montagna. Sembrava impossibile. Yasmeen aveva diciassette anni quando il suo sogno si è realizzato. Grazie a Suzanne al-Houby, scalatrice di Dubai, e una ONG internazionale, Yasmeen nel gennaio 2014, ha scalato il Kilimangiaro. Ovviamente non era sola: con lei un gruppo di scalatori, e soprattutto Mutassam Abu Karsh, un ragazzo di Gaza che quando aveva 8 anni, perse una gamba e parte della mano, per un’esplosione.

Questa spedizione serviva non solo per coronare i loro sogni, e dimostrare che qualunque cosa accada, non si deve mai perdere la speranza, ma anche per raccogliere fondi a sostegno dei bambini palestinesi e siriani.

Un’impresa quasi impossibile. Ma dopo otto giorni di fatica, dolore, freddo, vento e anche un po’ di paura, alla fine sono arrivate le lacrime di gioia. Yasmeen e Mutassam hanno raggiunto la cima del Kilimangiaro, 5895 metri. Oggi Yasmeen, dopo aver conquistato altre vette, tra cui il Monte Rosa, ha un sogno ancora più grande, anzi due: vuole scalare l’Everest, e soprattutto vuole la pace nella sua terra. Si dice che nulla è impossibile per chi non smette di sognare.

Mandela diceva che un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è arreso. E allora continuiamo a sognare.

[Tratto dal Blog – La farfalla della gentilezza]

(Su Yasmeen, che in questi giorni è in Italia per raccontare la sua storia, potete vedere il documentario “The Climb of Hope”, di Amal al-Agroobi, 2016)